DIPLADENIA SPLENDES – LA PIANTA CHE VIENE DAL BRASILE

La si può vedere abbellire i balconi e terrazzi dell’estate italiana, proprio perché è una pianta erbacea semiarbustiva perenne piacevole da guardare perché produce fiori inodori grandi, imbutiformi o a campana anche di 3 cm di diametro che possono variare dal rosso al rosa, al salmone, giallo o bianco, ininterrottamente da maggio ad ottobre. le cui piccole foglie sono tondeggianti con le nervature lisce, opache, color verde bottiglia.

È una pianta che sopporta bene il caldo intenso di circa 40 °C e anche il vento salmastro ma sa adattarsi anche a temperature che si abbassano fino ai 5 °C. È una pianta che si può coltivare bene pure in vaso a patto che vadano qui sistemati dei tutori o piccoli tralicci su cui far arrampicare i lunghi tralci a fiore che produce come si può osservare dalla foto più in basso.

Quindi come si può dedurre la Dipladenia splendens è una pianta molto facile da coltivare e con qualche trucco del mestiere che vi svelerò in questo articolo i risultati saranno ancora più sicuri e spettacolari!

GUIDARE E SISTEMARE I TRALCI

Essendo una pianta sarmentosa produce lunghi tralci, ovvero delle sottili ramificazioni che si allungano di circa 150 cm che devono assolutamente essere indirizzati e fissati a dei supporti perché non hanno la capacità di arrampicarsi da soli ma devono necessariamente essere indirizzati ed eventualmente fissati a dei supporti, dove poi crescendo si agganceranno da soli e diventeranno inamovibili. Per questo conviene inserire nel vaso dei tutori o dei bastoncini da intersecare e da legare fra loro, fino a formare una piccola spalliera o un cono, unendo i bastoncini all’apice come si può vedere nella figura qui in basso.

Si deve sapere inoltre che non possiamo usare questa pianta per formare un pergolato o una copertura da gazebo perchè la crescita dei rami non è molto rapida e non possiamo certo sperare che vada nel tempo a formare schermature o ombreggiamenti.

POTATURA

La Dipladenia non ama le potature, si taglia solo se necessario per ridurne l’ingombro in caso di trapianto, vendita o spostamenti ed eventualmente per staccare i tralci secchi o malati dai supporti.

Bisogna fare particolare attenzione durante la potatura a maneggiare i rami sempre muniti di guanti per evitare che la sua linfa venga a contatto con la pelle perché il lattice che vi fuoriesce può essere velenoso per contatto o per ingestione.

TRAPIANTO

Dopo l’acquisto va subito rinvasata in un contenitore in plastica, di diametro di 24 cm per una pianta alta 30 cm, oppure da 50 cm di lato se nello stesso vogliamo metterci due esemplari; al momento del rinvaso ricordiamoci di inserire anche i tutori di cui parlavamo nei paragrafi precedenti.

Prima di procedere al trapianto si deve fare particolare attenzione a controllare che la pianta sia una sola. Se sono due o più, vanno divise ciascuna in un singolo vaso di pari dimensioni a quello da vivaio.

Sul fondo del nuovo vaso occorre creare uno strato di ghiaia, pietroline di argilla drenaggio di almeno 3 cm. perché la dipladenia teme molto i ristagni idrici. Dopodichè si potrà procedere a riempiire il vaso con un terriccio per piante da fiore miscelato a una paletta di terriccio per acidofile e una di sabbia di fiume. Il trapianto dovrà essere ripetuto poi ogni anno in marzo-aprile in un vaso di almeno una misura un po’ più grande.

DIPLADENIA BIANCA

ANNAFFIATURE E CONCIMAZIONI

Le annaffiature durante la buona stagione devono essere regolari ma moderate non appena si nota che il substrato del terreno si è asciugato. Se coltivata in vaso si dovrà evitare che l’acqua che fuoriesce dai fori di drenaggio vada a ristagnare nel sottovaso perché come già detto questa è una pianta che odia i ristagni perché questi possono creare marciumi alle radici

Evitiamo comunque di andare all’esatto opposto facendo mancare per lunghi periodi l’acqua dovuta, proprio perché insetti come gli afidi e le cocciniglie sono pronti ad attaccare i germogli delle piante che sono state lasciate per troppo tempo all’asciutto.

Ogni 15 giorni si può aggiungere all’acqua d’irrigazione, nell’innaffiatoio, una dose di concime liquido per piante da fiore (in piena terra si distribuisce un concime granulare per arbusti da fiore a marzo e settembre).

DIPLADENIA ROSSA

ESPOSIZIONE

Sebbene la Dipladenia possa stare in pieno sole, si deve sapere che soffre durante le ore centrali del giorni estivi, perciò da giugno ad agosto sarebbe buono posizionare il vaso al sole della mattina oppure dalle 16 in poi. I raggi eccessivi e il calore fanno sì che le foglie diventino color verde chiaro e poi scoloriscano o si ustionino diventando marroni e secche, cadendo anche in quantità copiosa, oltre a scolorire anche le corolle rosse o rosa dei fiori, mentre quelle bianche imbruniranno. In questo caso la fioritura rallenterà molto, e non servirà dare più acqua perché si correrebbe il rischio di annegare l’intera pianta. Perciò sarebbe molto meglio tenerla all’ombra a mezzogiorno!

Mentre durante le altre stagioni ha bisogno di essere coltivata in posizioni luminose con i raggi diretti del sole. Infatti in questi periodi se posta all’ombra, la produzione di fiori tende a scarseggiare in favore di una ricca produzione di foglie.

SVERNAMENTO CORRETTO

La collocazione ideale per lo svernamento va fatto in una stanza luminosa e fresca, a 13-15 °C, in modo da costringere la pianta a ridurre le attività vitali. In questo caso basta annaffiarla ogni 15 giorni con un bicchiere d’acqua.

 Se invece la temperatura è superiore ai 15 gradi, come negli ambienti domestici in cui viviamo, la pianta non andrà a riposo ma al contrario non trovando le condizioni ideali, perché sentirà troppo caldo e troppo secco nell’aria, si libererà delle foglie e man mano seccherà i rami a partire dagli apici.

Per evitare tutto ciò dovrà essere allontanata dai termosifoni e annaffiata tutte le settimane con un bicchiere d’acqua. Se invece rimane fuori casa, a temperature inferiori a 5 °C, perderà le foglie e seccherà i rami, con il concreto rischio che si secchi il colletto e muoiano anche le radici.

Se vive in piena terra, il piede della pianta va pacciamato in abbondanza e, in caso di abbassamenti di temperatura, la parte aerea va protetta con una telo di tessuto non tessuto, da rimuovere appena le temperature si rialzano stabilmente.

MALATTIE E RIMEDI

Questa pianta corre il rischio di essere attaccata da ragnetti rossi, afidi e cocciniglia. La presenza di ragnetti rossi è riconoscibile da piccole macchioline scure sulle foglie e ragnatele nel versante inferiore.

La cocciniglia (detta cotonosa) invece si può  riconoscere facilmente dalle sue formazioni di colore bianco simili a piccoli cumuli di cotone nella pagina inferiore della foglia.

In questi casi possiamo ricorrere a prodotti specifici come gli aficidi, gli acaricidi o anticocciniglia come quelli indicati qui di seguito e facilmente acquistabili anche online.

Un altro problema che potrebbe interessare la dipladenia è l’ingiallimento delle foglie, perciò prima di acquistare dei concimi a base di ferro come il sequestrene occorre cercare di capire se, quando le foglie diventano gialle e successivamente cadono, la temperatura è troppo bassa o le annaffiature sono troppo scarse. Se le cose stanno così allora sarà sufficiente spostare la pianta in un luogo più caldo e dosare meglio l’acqua, soprattutto d’estate.

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3 risposte

  1. Andrea G. Andrea G. ha detto:

    🤓 Da quanto tempo non chiama un giardiniere? 😆

  2. Maria P. Maria P. ha detto:

    Grazie per questo articolo scritto molto bene! Ho molte piante di questo genere sul mio balcone e non sapevo che si chiamassero così ma grazie alle bellissime foto viste qui in quest’articolo ora ho compreso di avere degli esemplari di Dipladenia, anche se finora non mi hanno dato molta soddisfazione con la fioritura, ma ora che ho letto il suo articolo seguirò i suoi consigli e spero vada meglio!

    • Franco Franco ha detto:

      🤔 Sarà che forse per caso ha trovato il suo ambiente naturale, ma considerando che gli metto solo acqua a me fiorisce sempre ogni anno che passa! 😌 anche se le foglie sono un po’ ingiallite 🥺

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