ANANAS DIGESTIVO NATURALE

Mangiato troppo? Gonfiore e digestione difficile?

Niente paura! C’è l’ananas che ti aiuta!!

Guarda l’ interessante video qui sotto che ne spiega le potenzialità in meno di 3 minuti.

Questo frutto migliora la digestione stimolando la secrezione dei succhi gastrici.

PROPRIETÀ

L’ananas contiene “bromelina”, un enzima che aiuta a digerire le proteine, quindi è consigliato dopo un abbondante pasto proteico (Pesce, carni, formaggi, salumi).

Questa sostanza digestiva si trova nel frutto ma di più nel gambo, è da quest’ultimo che infatti la si estrae per produrre gli integratori venduti in erboristeria.

Leggendo le cronache di Cristoforo Colombo si apprende che l’impiego del gambo per trattare i problemi digestivi è conosciuto fin dal Cinquecento, quando il frutto è stato importato dall’America. Si legge che gli antichi popoli sudamericani utilizzavano il succo d’ananas per ammorbidire le carni durante la cottura. Ma ancora oggi lo si trova ancora in alcune ricette etniche come ingrediente accostato a carni particolari per addolcirne il sapore e la consistenza.

Ma non finisce qui! La bromelina che non viene assorbita durante la digestione passa dal tratto intestinale direttamente nel sangue per iniziare a svolgere attività antinfiammatoria in tutto l’organismo, non a caso l’ananas viene anche consigliato a chi ha problemi di cellulite.

Un buon motivo per mangiare l’ananas dopo un abbondante pasto è che si tratta di un frutto ipocalorico, per questo viene consigliato a chi deve perdere peso; inoltre non ha niente da invidiare agli agrumi perché è ricco di vitamina C ma anche di fibre e di minerali come potassio e manganese.

Unica avvertenza è che mangiarne troppo interferisce con i farmaci anticoagulanti e può essere controproducente in presenza di ulcera allo stomaco.

STORIA ED ETIMOLOGIA DEL NOME

La storia del suo nome risale al 1493 quando Cristoforo Colombo sbarca a Guadalupe, un isola dei Caraibi dove osservando per la prima volta questo frutto sino ad allora sconosciuto agli europei lo scambia per una grossa pigna. Proprio da questo equivoco nasce il nome con cui l’ananas viene chiamato nei paesi anglosassoni, ovvero “pineapple”, pigna-mela. I popoli latini invece continuarono a chiamarlo come gli indigeni gli avevano insegnato, ovvero “anana”, che nella lingua parlata in paraguay significa frutto delizioso. Noi europei quindi abbiamo adottato il nome latino “ananas comosus”.

Dal quel momento cominciarono le prime esportazioni oltreoceano del frutto, che non poteva essere apprezzato dai popoli lontani dall’America perché il lungo viaggio faceva in modo che giungesse a destinazione marcio e immangiabile. Solo gli esploratori riuscirono a godere della sua dolcezza, perché potevano consumarlo sul posto.

In Europa iniziò a coltivarlo un uomo d’affari olandese, “Pieter de la Court”, che riuscì a carpire una tecnica di coltivazione francese, per allevarlo all’interno di una serra. Ma date le scarse conoscenze in ambito agronomico questo frutto rimase per molto tempo un bene di lusso, disponibile solo per i pochi eletti che potevano permetterselo tanto da diventare un simbolo di appartenenza a una casse sociale molto alta. Menomale che oggi grazie alla globalizzazione è diventato alla portata di tutti e facile da reperire.

COSA GUARDARE QUANDO LO SI ACQUISTA

– La buccia dev’essere brillante, tesa e senza ammaccature

– le foglie devono essere verde brillante

– la linea di demarcazione che separa le varie placche che lo compongono deve essere giallo-arancio intenso e non verde o marrone

– il profumo deve essere dolce e intenso, non acido

Bisogna fare attenzione a non conservarlo in frigo perché l’ananas essendo un frutto esotico è molto sensibile alle basse temperature e al di sotto dei 7 gradi C° inizia a disfarsi.

CONCLUSIONI

Una volta fatto un buon acquisto non resta altro da fare che lasciargli adornare le proprie tavole a coronamento di un italianissimo e abbondante pasto domenicale!

Insomma che dire, il buon Dio ha provveduto proprio a tutto, persino al digestivo!

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