ECHEVERIA: LA PIANTA DEI PIONIERI

ECHEVERIA: la pianta dei pionieri

 

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L’Echeveria porta il suo nome in memoria del pittore naturalista messicano Atanasio Echeverría che l’ha scoperta mentre esplorava la flora dell’America Centrale nel 1786 partecipando alla “Real Expedición Botánica a la Nueva España” (spedizione botanica reale nella nuova Spagna [Messico]).
Quindi questa pianta ben rappresenta lo spirito del pioniere (colui che è primo a lanciarsi in un’ iniziativa) che apre una via agli altri esplorando regioni sconosciute e aprendo nuove possibilità di sviluppo.

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Questa deliziosa pianta grassa è originaria del Messico e delle zone caratterizzate da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, e appartiene alla famiglia delle Crassulaceae, ovvero un vasto gruppo di piante succulenti originarie dell’America centrale, è una pianta dalle forme regolari e geometriche, perfetta per chi ama l’ordine e il minimalismo ed è in genere abbastanza regolare nella fioritura, se si soddisfa il suo fabbisogno di freddo invernale.

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COME SI CURA


Molti credono che questo tipo di piante grasse possono essere abbandonate a se stesse e crescere lo stesso, ma credetemi! Non è affatto vero!! Perchè come tutti gli esseri viventi, anche loro hanno bisogno di attenzioni e cure, perciò se dedichiamo anche solo pochi minuti alla settimana a queste incredibili piante, esse ci ripagheranno con una crescita stupenda.

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Le temperature estive ottimali per la coltivazione oscillano tra i 15° e 21°C ma tollerano anche temperature che si aggirano intorno ai 40°C, mentre in inverno è preferibile che non scendano sotto i 5°C.
Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostiamola in un luogo più caldo e luminoso.

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ESPOSIZIONE

È una pianta che ama l’aria, per cui è importante dargli aria fresca soprattutto d’estate sistemandola vicino ad una finestra aperta.
Anche se preferisce una posizione molto luminosa durante i mesi estivi dovremmo evitare una esposizione eccessiva ai raggi solari. Dovremmo inoltre fare attenzione a non provocarle scottature esponendola troppo rapidamente al sole nel periodo primaverile.

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Un avvertimento! Le foglie di molte specie di Echeveria sono ricoperte da una sostanza polverosa e bisogna avere cura di non toglierla o lavare le foglie.

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L’echeveria si può coltivare in piena terra solo nelle zone costiere più miti del Sud Italia e sulle coste tirreniche fino al Lazio, in posizioni riparate, anche su roccaglia o muretti a secco, purché in pieno sole tutto l’anno. In tutto il resto d’Italia si coltiva solo in vaso, all’aperto senza protezioni da aprile a ottobre, e nei restanti mesi in ambiente protetto e fresco, per esempio in veranda o in una stanza non riscaldata.
La posizione prescelta deve essere lontana dai frequenti passaggi e non deve prevedere ulteriori spostamenti, perché gli urti potrebbero spezzare con grande facilità i rami e le foglie.

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ANNAFFIATURA


Un aspetto importante da tenere presente è che non vanno assolutamente bagnate le foglie, né bisogna lasciare acqua stagnante tra le foglie. Se la pianta cresce molto compatta e ha occupato tutto lo spazio del vaso e non si riuscisse ad evitare di bagnarle, è meglio che annaffiamo per immersione, vale a dire lasciare il vaso per qualche minuto in immersione in acqua in un recipiente o in un sottovaso, in modo che la terra assorba l’umidità necessaria. In ogni caso le annaffiature dell’ echeveria devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca.

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Una buona pratica è bagnare per bene il terriccio, poi far sgrondare tutta l’acqua in eccesso e quindi aspettare che il terreno sia secco prima di procedere con la successiva irrigazione.
Le annaffiature devono essere regolari e abbondanti da aprile a settembre sul terriccio ben asciutto. Durante il periodo autunnale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e via via che le temperature si abbassano, occorre diminuirle sempre di più fino a interromperle del tutto durante l’inverno. Attenzione! Bisogna evitare di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e porterebbero al marciume delle radici.

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RINVASO


Ogni anno, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione, occorre rinvasare la pianta, durante la primavera, usando un vaso poco più ampio del precedente.
Il rinvaso rappresenta l’occasione per controllare lo stato delle radici: radici annerite o grigiastre (le radici devono essere di colore bianco-panna) vanno eliminate. In questi casi con delle forbici sterilizzate si procede al taglio, usando della polvere fungicida ad ampio spettro e si rinvasa.

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L’echeveria desidera un terriccio poroso e molto drenante, composto da terra per piante da fiore unita a sabbia grossolana e lapillo vulcanico, oppure un terriccio per piante grasse. La terra deve essere leggera e soffice, molto ben drenata, occorre per questo aggiungere uno strato di ghiaia grossolana sul fondo della buca d’impianto.
Se vogliamo coltivarla in contenitore occorre usare vasi o ciotole di terracotta, dove può permanere anche per anni, vista la delicatezza dei rami che, nell’operazione di rinvaso, spesso si spezzano.

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CONCIMAZIONE


Si concima una volta al mese da aprile ad agosto con un prodotto per piante grasse nell’acqua d’annaffiatura, dopodichè per tutto l’autunno e l’inverno, non occorrerà comcimare perchè l’Echeveria va in riposo vegetativo e quindi i sali minerali propri del concime si accumulerebbero nel terreno creando un ambiente dannoso per le radici della pianta.

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MOLTIPLICAZIONE

Si può anche moltiplicare per talea di rametto, infatti dopo la fioritura possiamo tagliare  alla base l’intero stelo che portava i fiori e inseriamolo nel terreno; possiamo generare altre piantine anche da una singola foglia e perfino dalle minuscole foglioline che ornano lo stelo dell’infiorescenza. Basta appoggiarle su terra sabbiosa per avere in poco tempo una nuova piantina che ha formato radici.

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POTATURA

L’Echeveria non necessita di potatura. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.

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PARASSITI E MALATTIE


L’Echeveria, come tutte le piante succulente, non è una pianta particolarmente soggetta a malattie. Nel suo caso forse è più corretto parlare di fisiopatie, vale a dire malattie dovute non a causa di agenti patogeni ma a cattive tecniche di coltivazione, ovvero:

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Se la pianta avvizzisce e perde le foglie è dovuto a temperature troppo basse o a correnti d’aria fredda. Basterà sistemarla in posizione più idonea come indicato sopra.

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Se il fusto della pianta marcisce è dovuto alle troppe annaffiature.
Purtroppo se tutta la pianta si presenta in questo modo, non c’è più niente da fare. Se invece alcuni fusti non sono ancora colpiti, possiamo tentare di salvare la pianta togliendola con tutto il pane di terra dal vaso e lasciandolo all’aria in modo che il terreno si asciughi rapidamente.

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Eliminiamo le radici marce tagliandole per almeno 1 cm sopra la zona marcia con una forbice affilata e disinfettata (possibilmente alla fiamma), così come i fusti oramai morti.
Se le parti verdi della pianta si decolorano ed appaiono come “svuotate” è dovuto a troppo poche irrigazioni.
Se stiamo diversi mesi senza annaffiare la pianta, specialmente d’estate, la pianta esaurisce tutta l’acqua contenuta nei tessuti e quindi appare come “svuotata” ma basterà riprendere le irrigazioni.

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Se vi sono macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie significa che c’è un attacco di cocciniglia e possiamo toglierla con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, possiamo lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all’aperto, possiamo usare antiparassitari specifici reperibili anche su Amazon cliccando sul link sottostante. ↓

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CURIOSITÀ

Secondo uno studio della Nasa, questa è una delle piante che non solo è bella e adatta all’arredamento di casa ma ha anche l’effetto positivo di combattere l’elettrosmog ovvero la grande quantità di onde elettromagnetiche che dimorano in casa a causa di antenne, parabole, Wi-Fi, computer e cellulari. Possiamo dunque posizionarla anche vicino al televisore, in cucina, accanto al forno a microonde o nello studio, in prossimità del computer.

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2 risposte

  1. Andrea T Andrea T ha detto:

    Una bella idea per un pensierino per l’adunanza dei pionieri di fine anno! Non sapevo cosa regalare ai miei compagni d’opera ma ora ho avuto una buona idea, grazie 🙏🏻

  2. Damaride Angiolini Damaride Angiolini ha detto:

    Bellissima pianta! Me l’hanno regalata in un occasione speciale in cui una volta l’anno si incoraggiano i pionieri a continuare a dare di più. Sono ormai quattro anni che ce l’ho e mi ricorda sempre lo spirito da avere…

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