COME REALIZZARE UNA PERGOLA DI VITE IN VASO SU BALCONE O TERRAZZO
Sono in molti a pensare che crescere una pianta di vite in vaso sia impossibile, per esperienza posso dire che in tanti mi hanno sempre scoraggiato dal farlo. Mi sono sempre sentito dire che piantare una barbatella è una cosa, ma che questa possa diventare un vitigno e tanto più un pergolato su un terrazzo o un balcone è un’illusione da strapazzi. Oggi, a distanza di anni dopo aver visto come invece questi pergolati si sono riempiti di colori stupendi e frutti copiosi posso dire a gran voce che queste persone si sbagliavano di grosso; pertanto ti svelerò il segreto per progettare, impiantare e far sviluppare con successo un pergolato nel tuo spazio personale. Innanzitutto goditi e osserva l’immagine qui sotto dopo la pubblicità, cercando di carpirne i particolari, di seguito ti spiegherò come fare.


PERCHÉ REALIZZARLA
Oltre che essere abbastanza suggestiva è un ristoro per gli occhi e per la bocca. Infatti in estate ripara dai raggi del sole e in autunno si infuoca di rosso porpora, perciò perché non realizzare una pergola dell’uva anche in vaso in un cortile, su un balcone o sul terrazzo? Beh! Le uniche condizioni da rispettare sono l’esposizione a sud o ad ovest e vasi contenitori molto capienti. Per quanto riguarda la struttura della pergola, oggi come oggi, la si può trovare facilmente in commercio già pronta (clicca qui per vedere quelle in vendita su Amazon) oppure si può costruire su misura, utilizzando pali di robinia, abete o castagno non scortecciati.
IMPIANTO DI IRRIGAZIONE
Poiché durante l’estate le piante richiedono innaffiature quotidiane e abbondanti (circa 5-6 litri di acqua alla volta) se non ci si vuole affaticare con tubi o innaffiatoi, conviene allestire un impianto di irrigazione automatico a batteria (clicca qui per guardare quelli presenti su Amazon). In tal caso si deve però rinunciare ai sottovasi, per permettere il deflusso dell’acqua perché la vite non tollera ristagni.




SCELTA DELLE VARIETÀ
Tra le varietà di uva da tavola dai grappoli più dolci e al tempo stesso decorativi ci sono le le deliziose “uva fragola” e “uva fragola bianca” dall’intenso aroma; “Alfonso Lavallè” e “Moscato d’Amburgo” nere e tardive; poi abbiamo la “Baresana” che è bianca, dolcissima, croccante e tardiva. Inoltre c’è la varietà “Pizzutello nero“; “Pizzutello bianco“, “Sugraone” che è priva di semi, “Sultanina bianca” e “Salamanna” che è profumata di moscato (clicca qui per trovare alcune varietà su Amazon).







COME E QUANDO REALIZZARLA
Sì può seguire l’impianto del pergolato in qualsiasi periodo dell’anno se le barbatelle (tralci di vite che mediante talea o margotta ha emesso quella che in gergo viene definita “barba”, che in realtà non sono altro che le radici) sono in vaso, ma in inverno, prima del risveglio vegetativo, se invece sono a radice nuda (queste ultime più facili da reperire in vivaio o su Amazon).
il substrato (la parte inferiore del terreno nel vaso) Deve essere composto da terriccio universale da giardino mischiato a pomice, in parti uguali, con aggiunta di stallatico (letame ben maturo in vendita già pronto all’uso) o concime organico per orto. A condizione che sul fondo si sia provveduto a spargere uno strato di argilla espansa per favorire il drenaggio (scorrimento di acqua in eccesso). Gli apici delle barbatelle, una volta piantate, una per ogni vaso, i cui vasi devono essere distanziati di almeno 2-3 metri l’uno dall’altro, vanno lasciati crescere, senza spuntarli, finché non raggiungono la sommità della pergola. Una volta che hanno raggiunto la pergola vanno spuntati affinché comincino a crescere e diramarsi altri tralci che potranno arrampicarsi sulla pergola stessa ed espandersi.

Durante la crescita e specialmente a fine inverno, prima della ripresa vegetativa, si eliminano lungo tutto il fusto legnoso della barbatella che si è allungata dritto fino alla pergola, si eliminano tutti i tralci che nascono dalle gemme laterali in modo da non togliere energie allo sviluppo della stessa verso l’alto.
In seguito si potranno scegliere uno o due tralci per ciascuna pianta, che avranno il compito di ricoprire l’intero “tetto” per la pergola, ed eliminare quelli più deboli o malati che nascono dalle gemme laterali degli stessi. Negli anni successivi, sempre verso la fine dell’inverno, si accorciano tutti i tralci secondari, lasciando su questi 3 o 5 gemme. In agosto invece, nel caso la vegetazione sia troppo rigogliosa, si tagliano foglie e tralci in eccesso che possono andare a coprire i grappoli d’uva che a causa dell’ombra delle stesse potrebbero essere impediti alla maturazione.

ALLEVAMENTO
Ogni anno, al termine dell’inverno, conviene aggiungere altro stallatico o concime per orto a lenta cessione. Per quanto riguarda i trattamenti antiparassitari, se si usa la varietà “uva fragola” non ci sono problemi, mentre per le altre varietà sarà probabilmente necessario intervenire contro oidio e botrite con anticrittogamici facilmente reperibili su Amazon (clicca qui per guardarne alcuni).





Per monitorare meglio con l’attecchimento di eventuali parassiti sul pergolato, sia che si tratti di insetti o di funghi, è sempre consigliabile piantare nello stesso vaso (ai margini) una pianta di rosa arbustiva, perché infatti sulle sue foglie potranno comparire prima che sulla vite macchie o puntini che saranno indice di un preattacco sulla vite. Per motivi estetici potrei suggerire di maritare la vite con una rosa robusta dalle foglie della stessa tonalità della vite, come ad esempio la varietà “Mermaid”, dai grandi e semplici fiori giallo chiaro, così come si può osservare dalla prima foto in alto su questo articolo.
Inoltre, in attesa che le piante crescono, si può ricorrere intanto a rampicanti annuali a pronto effetto come ad esempio i piselli odorosi e i “Tropaeolum”.
🌸 Ogni giardino fiorisce meglio quando è condiviso.
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