ALBERO DI GIUDA: TESTIMONE DI UNA PANDEMIA, LEGGENDA DI UN TRADIMENTO

UNA LEGGENDA TRA MITO E REALTÀ

Un atavica leggenda narra che il bellissimo albero ornamentale da giardino, dal nome botanico “Cercis Siliquastrum”, originario del Mediterraneo Orientale e dell’Asia Minore, volgarmente chiamato albero di Giuda, prenda nome dall’omonimo Giuda Iscariota di cui narra la Bibbia che per il rimorso di aver tradito il messia Gesù per 30 sicli d’argento, corrispondenti ai 50,00 – 80,00 euro moderni, più o meno il prezzo di uno schiavo dell’epoca, scelse proprio questa pianta per porre fine alla propria esistenza, impiccandosi su uno dei rami di questo esemplare di cui la Giudea era piena.

Secondo la narrazione dei vangeli risulta che Giuda cercò di impiccarsi proprio su un albero che sporgeva sul pendio di una rupe, ma la fune o il ramo dell’albero si spezzò così che egli cadde a capofitto e si sfracellò sulle rocce sottostanti

il racconto dice che “Cadendo a capofitto, il suo corpo si squarciò rumorosamente nel mezzo, e tutti i suoli intestini si sparsero”, una leggenda aggiunge a questo il fatto che l’albero, che fra l’altro fiorisce proprio in questo periodo in cui si ricorda la morte di Gesù, producesse originariamente fiori bianchi che macchiandosi del sangue schizzato di Giuda assumessero da allora in poi una colorazione violacea.

IL TRADIMENTO DI UN VIRUS

Se vogliamo anche l’umanità al tempo del Covid 19 si è macchiata del sangue di tutti coloro che sono stati assassinati dal coronavius e i fiori violacei di questa pianta, rappresentano anche il lutti subiti da coloro i quali hanno affrontato da vicino questa terribile epidemia.

UNA PRIMAVERA RUBATA ALL’ UMANITÀ

Fiori viola dunque, che a circa duemila anni di distanza dall’episodio originale, ogniqualvolta fioriranno, all’inizio di ogni primavera, ricorderanno per sempre una immane tragedia dimostratasi capace di spezzare vite, togliere affetti, infrangere sogni e speranze, rubare una primavera intera ad una umanità ignara delle conseguenze. Fiori che ricorderanno un terribile tradimento inflitto da un invisibile ma micidiale e spietata creatura che non guarda in faccia a nessuno, medici o infermieri, madri o figli, giovani o vecchi che siano.

Una fioritura che ricorderà alle generazioni future una clausura forzata che ha salvato vite stando chiusi dentro casa.

Albero di Giuda dunque! Spettatore silenzioso di un sacrificio compiuto in onore della salvaguardia della specie che se non fermata avrebbe distrutto se stessa e l’ambiente in cui viveva!

Che strana combinazione, che sorta d’intreccio nella lotta per la sopravvivenza, che strano risultato quell’equilibrio ritrovato fra l’uomo è la natura. Riuscirà questa storia a mediare l’egoismo e l’avidità della specie umana con l’armonia della natura che l’ha cresciuto e condotto in un epoca assurda in cui le distanze avranno salvato tutto e tutti? Ai posteri senza mascherina l’ardua sentenza!!

QUELLO CHE OCCORRE SAPERE SULL’ALBERO DI GIUDA

L’albero di Giuda o Siliquastro (nome botanico Cercis siliquastrum, termine che deriva dal greco kerkís, ad indicare la forma di una “navicella” o di una “spola”, e dal latino siliqua, ovvero “baccello”, per indicare la forma dei suoi frutti) è una pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae (leguminose) e al genere Cercis, infatti i suoi fiori assomigliano come forma a quelli della pianta dei piselli. E’ un arbusto ornamentale dal portamento molto elegante e gentile, resiste bene alla siccità e predilige i terreni calcarei e le esposizioni in pieno sole. Può raggiungere i 10 metri d’altezza ed ha inoltre una longevità media riuscendo a volte anche a superare il secolo di vita.

La sua adattabilità lo rende un albero perfetto per le città, i giardini e i parchi anche perché ha bisogno di pochissime cure ed è estremamente resistente all’inquinamento atmosferico. Le esigenze colturali dell’albero di Giuda sono davvero minime anche in termini di innaffiature nel periodo estivo. Essenziale, però, è evitargli ristagni idrici che potrebbero danneggiare l’apparato radicolare della pianta.

NOZIONI DI BOTANICA

FOGLIE

Le foglie di questo bel arbusto ornamentale da giardino sono caduche e cuoriformi. In genere la larghezza va dai 5 ai 10 cm e il colore è verde scuro sulla parte esterna e verde opaco su quella interna. Durante la stagione primaverile, il colore delle foglie può virare al bronzo o giallo oro. La tonalità dipende molto dal clima e dall’esposizione solare della pianta.

FIORI

I fiori rosa porpora dell’albero di Giuda crescono raggruppati in mazzetti da 4-6 esemplari.

La cosa ancora straordinaria dell’albero di Giuda è che essendo una leguminosa produce fiori eduli, cioè commestibili sia a crudo, ad esempio nelle insalate, che fritti in pastella. Sono molto ricchi di vitamina C se consumati freschi e grazie alle sue proprietà, estratte dai tessuti embrionali, i suoi gemmoderivati sono capaci di curare malattie importanti come disturbi vascolari nella circolazione arteriosa o arteriopatie e trombosi retinica.

Volendo i suoi fiori si possono anche conservare in salamoia o sottaceto per aggiungerli in un secondo momento alle minestre, alle zuppe o sulle pizze, per dare a queste ultime un sapore deciso e piacevole.

Perciò questa primavera provate a cucinare qualcosa di diverso per stupire i vostri amici e parenti a tavola, provare per credere!

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FIORITURA

Ciò che rende speciale questo albero è certamente la sua lussureggiante fioritura che, come si vede in foto. compare sia sulla corteccia del tronco che sui rami.

La caratteristica di questo vivace albero è che i fiori spuntano sulla corteccia nuda ancora prima delle foglie e poi si infittiscono sui rami fino ad avvolgerli completamente, certamente questa sua peculiarità rende questo albero qualcosa di straordinariamente bello a vedersi, a dispetto delle leggende o dei miti che gli si possono attribuire!

Il colore dei fiori, in genere, va dal rosa porpora al viola e solitamente esplode in un tripudio floreale da marzo ad aprile.

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FRUTTI

Se ci son fiori ci saranno frutti, infatti dopo qualche settimana, i frutti compaiono dentro dei baccelli lunghi circa 10 cm e larghi 2 cm. In prossimità della caduta delle foglie iniziano a seccare per poi staccarsi definitivamente dalla pianta.

COLTIVAZIONE

Non è difficile coltivarlo perché si tratta di un albero che può essere piantato in tutti i tipi di terreno anche se predilige i terreni calcarei, infatti proprio lì sviluppa un buon apparato radicale.

L’esposizione migliore è in pieno sole, al riparo da correnti e venti impetuosi.

Le annaffiature devono essere sporadiche, tranne che nei periodi di prolungata siccità. Dopo la stagione invernale è consigliabile somministrare concime organico per favorire la ripresa vegetativa e la fioritura.

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CONCLUSIONI

Che che si dica di quest’albero “Durante”, un poeta, medico e botanico umbro del XVI secolo afferma: “Siliquastro, siliqua silvestre, arbor di Giuda, arbor d’Amore”.

Vogliamo allora adottare questa sua definizione credendo che sia comunque un albero d’amore, infatti in Spagna il Cercis siliquastrum è considerato l’albero dell’amore, proprio perchè gli innamorati usano baciarsi sotto la sua chioma fiorita per iniziare le loro storie d’amore e noi vogliamo credere al di là di ogni superstizione che finita questa epidemia l’umanità riconosca il fatto che restare a casa sia stato un grande gesto d’amore verso l’umanità intera!

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