6 ERRORI DA EVITARE CON LE ORCHIDEE

IL VASO

L’ errore più comune non appena si compra un orchidea e si porta a casa è quello di trovarle subito un coprivaso decorativo in ceramica, proprio perché magari si pensa che quel vaso trasparente in cui si trova sia poco piacevole da vedere e troppo leggero per permettere alla pianta di stare in piedi.

Occorre invece sapere che l’apparato radicale di questa pianta è in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana (che si attiva in presenza di luce) e che quindi se la mettiamo in un vaso che impedisce il passaggio di luce stiamo in pratica impedendo una fase importante della vita vegetativa della pianta stessa.

Ci sono invece in commercio vasi e coprivasi in vetro trasparente, ideali per le orchidee e decorativi al tempo stesso, come quelli indicati di seguito (basta cliccare sulle immagini per collegarsi ad Amazon e procedere all’acquisto)

Nel qual caso il coprivaso sia più grande del vaso originale in plastica, si possono colmare gli spazi vuoti con delle biglie di plastica o vetro trasparente.

DURANTE L’ACQUISTO

Un altro errore da evitare è quello di una cattiva scelta durante la fase di acquisto dell’ esemplare che vorremmo portare a casa, occorre sapere che le piante che vengono spostate da un luogo all’altro, ad esempio dal vivaio dove vengono allevate al negozio dove vengono esposte, subiscono uno shock dovuto al cambiamento del microclima a cui sono sottoposte (luce, temperatura e umidità diverse), quindi dovremmo acquistare le piante prima che si abituino al posto dove sono collocate momentaneamente (in negozio) altrimenti le sottoporremmo ad un ulteriore stress nel momento in cui le preleviamo dal posto dove sono state costrette ad ambientarsi per portarle a casa.

A questo punto la domanda che sorge spontanea è: Quale pianta allora scegliere?

La logica dovrebbe spingerci a scegliere la pianta che è stata costretta a permanere in negozio il meno tempo possibile. Ma come facciamo a sapere qual è la pianta che è arrivata da poco?

La riconosciamo dalle foglie più turgide e dai boccioli che non si sono schiusi del tutto, al massimo dovrebbero essere sbocciati almeno solo i fiori basali piuttosto che quelli che si trovano all’apice, se notiamo che ci sono piccioli di fiori caduti nel vaso o già tagliati lungo lo stelo floreale , sarebbe meglio non comprarle.

POSIZIONAMENTO

Sarà pur vero che le orchidee hanno bisogno di molta luce ma bisognerebbe evitare che i raggi di sole arrivino direttamente sulla pianta, per evitare che vi siano larghe bruciature su foglie e fiori.

Possiamo quindi metterle vicino ad una finestra schermata con una tenda ma non presso un termosifone, una stufa o peggio ancora su un piano vicino ai fornelli della cucina. La temperatura ideale dovrebbe andare dai 20° ai 25° gradi centigradi.

Se abbiamo più piante di orchidee, anche di diversa specie, possiamo tenerle tutte vicine in unico posto perché così facendo permetteremo a queste di crearsi un loro microclima ideale grazie alla loro evapotraspirazione fogliare.

IRRIGAZIONI E RADICI

Un indice di buona salute di queste piante sono le radici ben turgide e gonfie, ma soprattutto di un colore verde intenso (mentre se sono morbide o giallastre vuol dire che sono morte), queste vogliono vivere in un ambiente umido ma privo di ristagni d’acqua, altrimenti marcirebbero.

La regola da seguire per le irrigazioni è bagnare la pianta solo quando le radici sono asciutte o quando il vaso è diventato molto leggero, l’acqua non deve assolutamente essere calcarea, meglio se piovana o filtrata (clicca qui per  vedere l’articolo “Come acquistare e curare le orchidee”) .

Si può ogni due o tre settimane immergere, per una mezz’ora circa, il vasetto completamente in acqua a temperatura ambiente, per far inumidire bene la corteccia, dopodichè la si lascia sgocciolare per eliminare i depositi sul fondo del vasetto, prima di rimetterla al suo posto. Fra un bagnetto e l’altro basterà inumidire lo strato superficiale della corteccia con uno spruzzino.

Durante l’estate, periodo in cui l’orchidea va in riposo vegetativo, si dovrebbe bagnarla il minimo indispensabile, per poi riprendere gradualmente a fine estate, poco prima dell’inizio dell’autunno.

Possiamo inoltre, durante quest’ultimo periodo, concimare utilizzando i prodotti indicati qui sotto, dosandoli nell’acqua della vaschetta che utilizzeremo per l’immersione.

ATTENZIONE ALLE VAPORIZZAZIONI

Considerando che i luoghi originali in cui le orchidee vivono sono molto carichi di umidità, queste piante sono fatte in modo tale che possano assorbire i vapori acquei presenti nell’aria attraverso le foglie.

Si dovrebbe però evitare di vaporizzare acqua con uno spruzzino direttamente sui fiori perchè questi si coprirebbero inevitabilmente di macchie fortemente antiestetiche.

Anche se tuttavia ci è concesso di vaporizzare solo le foglie se notiamo che i boccioli ancora chiusi ingialliscono, si seccano e cadono; questo fenomeno, accompagnato dalla presenza di foglie con i margini secchi, indica che la pianta sta soffrendo a causa della presenza di aria secca.

Non dovremmo preoccuparci se invece vi sono foglie secche o ingiallite solo alla base della pianta perché questo fa parte del normale ciclo vegetativo della pianta che le sostituisce quando diventano vecchie e deboli. Basterà in questo caso tagliare queste foglie una volta che si sono ingiallite.

NON BUTTIAMOLA VIA DOPO CHE SFIORISCE

La fioritura terminerà in primavera, se lo stelo floreale è ancora verde, lasciamolo stare perché potrebbero spuntare nuovi boccioli dopo alcuni mesi, mentre se si è seccato occorrerà tagliarlo lasciando gli ultimi 3 o 4 nodi.

Per vederla rifiorire nel prossimo autunno, basterà eliminare le foglie secche e ripulire l’apparato radicale. Per farlo estraiamo la pianta dal vaso e tagliamo le radici marce, secche e danneggiate usando cesoie taglienti e disinfettate.

Quando la rinvasiamo aggiungiamoci corteccia nuova lasciata a bagno in acqua per una notte. Non va utilizzato il comune terriccio usato normalmente per le altre piante ma la corteccia specifica per orchidee, di solito venduta con il nome “bark”; Indichiamo qui sotto dove e come acquistala (basterà pigiare sull’immagine qui sotto per collegarsi al sito ecommerce di Amazon)

Quando le radici fuoriescono dal vaso la pianta ci sta comunicando che vuole essere rinvasata, cosa che accade di solito ogni 3 anni, possiamo anche riutilizzare lo stesso vasetto mettendo prima uno strato di corteccia, precedentemente inumidita, sul fondo e poi dopo aver inserito la pianta, ruotiamo il vaso in senso orario mentre aggiungiamo nuova corteccia negli spazi vuoti.

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