TROVA LE TUE RISPOSTE





trova le risposte alle tue domande scorrendo verso il basso

Scrivi un nuovo messaggio

 
 
 
 
 
 
 
I campi contrassegnati con * sono obbligatori.
Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato (leggi informativa sulla privacy selezionando la pagina apposita)
Per ragioni di sicurezza salveremo il tuo indirizzo IP 34.228.38.35.
Il tuo messaggio potrebbe essere visibile sul diario degli ospiti di questa pagina solo dopo che l'avremo controllato.
Ci riserviamo il diritto di modificare, eliminare o non pubblicare messaggi.
N.B. Selezionando la casella "accept privacy policy" si accettettano i termini previsti per legge al trattamento dei dati immessi.
26 messaggi.
Loredana Loredana da Palmi pubblicato il 12 Febbraio 2019 alle 7:42:
Buon Giorno Signor Michele..come eliminare la ruggine da una Rosa Abracadabra?
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Buon giorno a lei Loredana
Per la ruggine in genere il migliore metodo di difesa preventiva è rappresentato da tutti quegli accorgimenti che tendono a evitare i ristagni idrici, non ultimo quello di diminuire drasticamente l’irrigazione.
Una buona ventilazione costituisce inoltre un ottimo deterrente per il diffondersi dei funghi.
Spero non sia il suo caso ma quando una pianta viene ripetutamente attaccata allora conviene estirparla e bruciarla completamente.
Parimenti le foglie cadute alla base della pianta vanno asportate e bruciate in quanto potrebbero infettare il resto della pianta.
I prodotti chimici andrebbero spruzzati dal basso verso l’alto per irrorare la pagina inferiore delle foglie.
Può usare poltiglia bordolese per prevenire il diffondersi della malattia o prodotti chimici come difenconazolo, propiconazolo, azoxystrobin per curare, che si acquistano in farmacia agricola o su amazon alla voce fungicidi.

Ringraziandola per aver scelto il nostro sito, cogliamo l'occasione per porgerle cordiali saluti!
Luca Luca da Roma pubblicato il 5 Febbraio 2019 alle 16:08:
Salve!
Le scrivo, per chiederle: " Perchè alcuni alberi vivono per più anni e altri invece, di meno"? E inoltre: " Come fanno alcuni alberi a vivere anche per migliaia di anni"? ( Pensiamo ad esempio agli ulivi e ai cipressi, che possono campare anche per più di duemila anni!!!).

La ringrazio per la sua disponibilità!

Cordiali saluti!

P.S: Desidero che, la risposta, venga pubblicata sul sito!

Luca
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Grazie a lei signor Luca per aver scelto questo sito!
La “dendrocronologia” cioè la scienza che studia la longevità delle piante ci dice che le specie che hanno la vita più lunga sono tutte arboree.
Bisogna tener conto che le cellule vegetali, di cui sono fatti gli alberi, sono capaci di replicarsi o moltiplicarsi all’infinito creando sempre nuovi tessuti responsabili dell’aumento delle loro dimensioni.
A questo punto si può comprendere che il subentrare di alcuni fattori esterni può interferire sullo sviluppo e la longevità degli alberi può essere gravemente compromessa.
Tutto dipende dalle condizioni meteorologiche che si verificano al momento della crescita e dall’apporto di sostanze nutritive, più queste sono favorevoli e più la pianta crescerà sana e vivrà a lungo, infatti da queste dipenderà lo spessore del tronco; un tronco robusto, ad esempio, ci indica una pianta in salute e ben nutrita a differenza di un tronco esile che è indice di una pianta sofferente e più soggetta a malattie e cedimenti sotto l’ azione di venti o di abbondanti nevicate che possono portare a morte prematura.
Le circostanze variano poi da pianta a pianta e dall’ ambiente in cui vivono, ad esempio si pensa che il fusto di un albero sia perfettamente cilindrico, se l’esemplare vive in un bosco compatto, dove è protetto da ogni lato e ha il solo compito di ricercare la luce solare. In queste condizioni cresce diritto come un fuso, e gli anelli interni della sezione trasversale sono perfettamente circolari. Mentre se l'albero è isolato ed è sottoposto all'azione del vento, la crescita in spessore degli anelli del legno non è uniforme e dipende dalla direzione del vento, mentre la sezione è di forma ovale. A questo c’è da aggiungere che questa diversità di crescita del tronco, e relativa misura degli anelli, varia notevolmente tra le conifere e le latifoglie, poiché le prime riportano un maggior accrescimento nella parte posta "sottovento", mentre le latifoglie s’ispessiscono maggiormente nel lato "sopravento".
Vi sono poi specie come l’olivo che da un lato ha straordinarie capacità intrinseche di adattarsi e sopportare ogni tipo di avversità e stress. Si pensi allo stress idrico (è capace di sopravvivere sia a lunghi periodi di siccità che ad alluvioni o piogge torrenziali), oppure alla sua straordinaria resistenza a malattie come la carie del legno con la capacità di sopportare pesanti lesioni del tronco dovute all’estirpazione di slupature o di cancri, rigenerando i tessuti. Mentre d’altro canto si è dimostrato incapace di reagire a malattie insidiose come la Xylella fastidiosa che sta decimando intere cultivar nel sud Italia.

Possiamo allora dire che ogni albero ha una storia da raccontare, quello più fortunato avrà molto da dire! E sarà annoverato fra i grandi patriarchi verdi o alberi monumentali. Ci sarà poi quello che avrà testimoniato eventi drammatici e altri che saranno fonte di rivelazione o ispirazione, ma tutti con la loro tenacia e longeva esistenza ci ricorderanno che la vita va avanti.


Con la peranza di essere stato abbastanza esaustivo colgo l'occasione per porgerle cordiali saluti!
Maria Maria da Bari pubblicato il 25 Novembre 2018 alle 11:26:
Buongiorno mi potrebbe consigliare un metodo per eliminare la cocciniglia?😭
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Buon giorno a lei signora Maria !

Partendo dal presupposto che la cocciniglia si riproduce in ambienti caldi e secchi, sarà importante adottare tutte le misure preventive necessarie per evitarne la formazione. Visto che ama riprodursi al caldo i mesi estivi saranno quelli più a rischio. Allo stesso modo, l’ambiente domestico presenta tutte le condizioni ideali per l’insetto.

Se la prevenzione non è sufficiente, un rimedio più utilizzato è l’olio bianco, una sostanza che vaporizzata sulle foglie crea una patina che soffoca i parassiti. Trattandosi di una sostanza oleosa di origine minerale simile alla paraffina, è molto importante non vaporizzarla sulla pianta in estate. Questo provocherebbe una diminuzione drastica della traspirazione fogliare e porterebbe alla morte delle foglie.

Altrettanto consigliata è la rimozione manuale tramite lavaggio delle foglie con acqua o potature mirate. Ricordate che le cocciniglie – per quanto proliferino al caldo – sono sensibili all’esposizione solare diretta, quindi favorendo il passaggio dei raggi solari favorirete anche la morte dei parassiti.
Un’altra possibilità consiste nell’utilizzare dei preparati a base di sostanze repellenti come l’olio di tè. Passati direttamente sulle foglie, creeranno un ambiente ostile alla proliferazione dell’insetto. L’utilizzo di oli e sostanze oleose che agiscono come repellenti sulla cocciniglia non ha quasi mai effetto immediato, ma necessita di essere ripetuto per qualche giorno.

Se la pianta è completamente invasa da cocciniglia ma si presta alla produzione di polloni, potreste valutare la possibilità di potarla fino al colletto per favorire al crescita di nuovi rami, sani e vitali.

Tra i rimedi naturali più efficaci per eliminare la cocciniglia dalle piante segnaliamo l’alcool e il sapone di Marsiglia, L’alcool, in particolare, scioglie le sostanze cerose di cui è fatta la membrana protettiva della cocciniglia. Al tempo stesso disinfetta i forellini prodotti dall’insetto e previene gli attacchi di altri virus o batteri.

Con l’alcool è possibile preparare una soluzione diluendone un cucchiaio in un litro d’acqua. Vaporizzatela sulle parti aeree fino a 3 volge al giorno ogni 2 giorni, prediligendo le ore più calde. Se abbiamo a che fare con una pianta delicata, invece, sarà opportuno procedere nelle ore serali. Per risultati più rapidi, rimuovete l’insetto usando cotone imbevuto con alcool e strofinando la soluzione direttamente sulle parti colpite. Dopo questi trattamenti è bene sciacquare la pianta.

Con il sapone di Marsiglia liquido sarà sufficiente diluire 25 cc di sapone ogni litro d’acqua. Si tratta di una soluzione davvero efficace poiché impedirà ai parassiti di respirare, svolgendo una vera azione insetticida del tutto naturale. Spruzzate il liquido direttamente sulle cocciniglie nelle ore serali e procedete con 2-3 irrorazioni ogni 3-5 giorni.

Cordiali saluti e buona giornata!
Sergio P. Sergio P. da Roma pubblicato il 12 Ottobre 2018 alle 13:16:
Gentile sig.michele 2 anni fa a primavera ho trapiantato una cicas di 15 anni dal terreno in vaso l'ho potata di tutte le foglie e da allora non ha più fogliato lei crede che si possa fare qualcosa ci tengo molto per motivi affettivi attendo risposta la ringrazio
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Gentile sig. Sergio
Ci scusiamo per il ritardo della risposta, il disagio è stato dovuto a problemi tecnici che hanno richiesto più tempo del dovuto.
Comprendo bene il legame affettivo sviluppato per la sua Cycas; tenga conto che l'espianto in piena terra è già di per se abbastanza traumatico, perché per forza di cose non si riesce a preservare l'integrità delle radici, che fungono sia da organo di riserva da cui attingere energie per la ripresa vegetativa, sia da organo atto a prelevare sostanze nutritive (rompendo le barbe radicali, ovvero le parti più sottili delle radici, sacrifica l'assorbimento delle sostanze nutritive). In più una potatura molto severa con l'eliminazione totale dell'organo fogliare compromette la normale fotosintesi forzando la pianta a riposo vegetativo che dovrà fare leva nel periodo di ripresa vegetativa sulle sole riserve rimaste nello stipite (volgarmente chiamato tronco) e nelle poche radici rimaste (tenga conto che una pianta di 15 anni avrà dovuto avere un apparato radicale molto sviluppato, che sicuramente non è riuscito d asportare insieme al pan di terra del travaso).

Può dedurre perciò che la sua Cycas è stata sottoposta a notevole stress che dovrà attutire con un rallentamento fisiologico delle normali funzioni di ripresa vegetativa comprese le emissioni fogliari con nuovi getti, non le resta che aspettare pazientemente che la sua quindicenne e robusta cycas revoluta dia i suoi risultati dopo il terzo anno dal trapianto continuando nel frattempo ad annaffiare e concimare con un concime specifico che può trovare anche su Amazon.
Quindi non demorda sig. Sergio!
Cordiali saluti e tanti auguri per la sua amata pianta!!
Mario Mario da Napoli pubblicato il 23 Settembre 2018 alle 10:03:
Buongiorno signor Michele, ho tre piante di roselline che dopo questa torrida estate, presentano il fogliame con macchie estese grigiastre che successivamente diventano trasparenti e con caduta precoce delle nuove foglioline. Mi può consigliare qualche rimedio per salvarle??
Grazie
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Buon giorno a lei, signor Mario!
Ci scusiamo del ritardo per la risposta, purtroppo abbiamo avuto problemi tecnici che hanno richiesto più tempo del dovuto.
Dispiace per le sue roselline, da come lo descrive il problema sembrerebbe dovuto ad una malattia di origine fungina, probabilmente (servirebbe una foto per identificarla meglio) si tratta di "oidio" detto anche mal bianco che colpisce la parte aerea come le foglie oppure di "botritis cinerea" chiamata anche muffa grigia che colpisce di più i boccioli e i fiori.
Solitamente questi attacchi sono favoriti da condizioni di elevata umidità ambientale, quindi la miglior cura è la prevenzione, ovvero basterebbe distanziare le piante per evitare il ristagno dell'umidità e non effettuare irrigazioni o nebulizzazioni sugli apparati aerei.
Ricordi che l'acqua va data direttamente sulla terra, evitando di bagnare le foglie.Non lasci l’acqua nel sottovaso.

Occorre poi tagliare le parti colpite dal fungo e trattare la pianta con un fungicida che si può trovare anche su Amazon, n alternativa come rimedio naturale può spruzzare sulle foglie della comune propoli o semplicemente spargere bicarbonato di sodio.


Le auguro buon lavoro con le sue roselline!
Jasmine Jasmine da Malnate pubblicato il 18 Agosto 2018 alle 10:49:
Buongiorno signor Michele, ho un calamondino da alcuni anni ed ogni anno si riempie di fiori e frutti. Quest'anno improvvisamente sono caduti tutti i fiori (forse per il troppo caldo) e le foglie ogni anno diventano un po' più gialle... cosa mi consiglia? Ho inoltre un meraviglioso ficus benjamin da 23 anni. Non l'ho mai rinvasato che perché ho paura di danneggiarlo Ma adesso è evidente che sta molto stretto nel suo vaso. In quale stagione conviene rinvasarlo e con che tipo di terriccio? Mille grazie per la sua gentilezza.
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Jasmine

La ringraziamo per averci contattato
Le dico subito che per il suo calamondino occorre semplicemente concimare con un concime specifico per agrumi che trova anche su Amazon, cliccando su uno dei link presenti su questo sito, , dato che principalmente si tratta di un problema di carenza alimentare, mentre per il suo ficus deve tener conto che temendo le basse temperature, deve essere tenuto in luoghi riparati nei mesi più freddi. I Ficus si rinvasano ogni due anni, in aprile, ciò premesso le consiglio al trapianto di:

1. conservare integro tutto il “pane di terra” del nucleo centrale pianta

2. eliminare solo in modo leggero parte della chioma e rifilare le radici rotte.

3. riporre la pianta estratta, immediatamente nella zona nuova prestabilita alla medesima profondità in cui si trovava e annaffiarla abbondantemente subito dopo e nelle settimane successive.

Le consigliamo inoltre di prelevare da dei germogli laterali dei getti lunghi 10-12 cm che potrà far radicare per ottenere delle nuove piante da mettere in vaso.

Distinti saluti.
Giovanna Giovanna da Iserlohn pubblicato il 14 Luglio 2018 alle 21:44:
Come curare la pianta di lampone quando è diventata due metri alta
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
gentile Giovanna
Del lampone tenga conto che in agosto si tolgono gli steli che hanno dato frutti a luglio, infatti poi a settembre gli steli dell'anno avranno frutti.
Dopo questa raccolta si dovrebbe cimare a 20 cm , i nuovi getti daranno frutti a luglio dell'anno successivo.


Grazie per averci contattato, colgo l'occasione per augurarle buon lavoro con i suoi lamponi!
Patrizia Patrizia da Palermo pubblicato il 13 Giugno 2018 alle 12:09:
SIG.Michele,buongiorno. Ho un terrazzo estremamente assolato. Ho comprato dei piccoli oleandri e li ho invasati. Come dovrei curarli?Grazie per i suoi preziosi consigli.
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Gentile signora Patrizia
Ci scusiamo innanzitutto per il disagio causato dal ritardo della risposta dovuto a problemi tecnici che hanno richiesto più tempo del dovuto.

Le dico subito che gli oleandri sono piante di facile coltivazione e richiedono poche cure, può annaffiare regolarmente le piante durante i primi due anni, per favorire l'attecchimento.

Tenga conto che in vaso, gli oleandri richiedono annaffiature frequenti, con un'aggiunta di fertilizzante per fiori 2 volte al mese.
La potatura consiste nel togliere i fiori appassiti. Una potatura più drastica può essere effettuata per ringiovanire gli arbusti : in questo caso, tutti i rami saranno tagliati a 15/25 cm dal terreno.

Bisogna ricordarsi che sono piante che amano il sole, dunque vanno posizionate in un luogo luminoso ma se possibile riparato dalle correnti forti; se non è possibile metterle in una posizione soleggiata, anche la mezzombra andrà benissimo.

Durante l'inverno, è necessaria una protezione per le giovani piante, ovvero bisognerebbe pacciamare il piede degli arbusti con foglie morte, e ricoprire l'arbusto in un telo di copertura. Gli arbusti in vaso devono essere ricoverate in un locale luminoso, riparato dal gelo (garage, veranda, ecc.). Nelle zone miti, possono rimanere fuori.


Cordiali saluti e buona coltivazione!
Patrizia Patrizia da Palermo pubblicato il 13 Giugno 2018 alle 11:59:
Buongiorno Sig.Michele,le chiedo un consiglio. Come dovrei recidere delle grandi foglie di una strelizia rovinate dal troppo caldo? Tagliare tutto lo stelo o solo la foglia? Grazie per la sua disponibilità!
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Gentile Patrizia
Ci scusiamo innanzitutto per il forte ritardo nel darle una risposta, purtroppo la risoluzione dei problemi ha richiesto più tempo del dovuto:
Mi permetta di dirle che per la Strelitzia la potatura, è da evitare. Non ne ha bisogno, ma ovviamente come diceva lei , dobbiamo assolutamente pulirla, eliminando le foglie secche che rischiano di aumentare il rischio di malattie da parassiti.
Dovrebbe con un taglio netto, senza sfilacciature, recidere la foglia dallo stelo a partire dalla base
Per favorire l’incespimento e l’emissione di nuove foglie è bene recidere, a circa 2 cm dal terreno, quelle danneggiate che fuoriescono dal terreno.
Abbia cura che l'attrezzo che usa per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.


Le auguro buon lavoro!
Antonella S. Antonella S. da Lauria(Pz) pubblicato il 11 Maggio 2018 alle 20:24:
Le mie rose hanno una schiumetta intorno ai boccioli, le ho trattate precedentemente per i pidocchi che sono rapidamente spariti, ma adesso persiste questa strana schiumetta. Cosa devo fare?
La ringrazio anticipatamente!
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Antonella non si allarmi!
Quella che nota al mattino attaccata a fusti e foglie; è la secrezione data da un insetto comunemente denominato “sputacchina” o “Philaenus Spumarius.
I danni che le sputacchine sono deformazioni e decolorazioni dovute alle punture dei rostri sulla pianta, nel secondo parliamo del suo aspetto di presenza più evidente: la creazione di una schiuma bianca tipica, che non solo può arrivare a rendere molliccia la parte di pianta colpita, ma spesso funziona da tramite rispetto ad agenti patogeni esterni.
Le femmine della sputacchina depongono le uova negli alberi durante il periodo estivo. Le stesse svernano nella corteccia ed in primavera si schiudono liberando le larve che si portano sulle piante erbacee. La larva si nutre quindi di linfa, proteggendosi con la sua schiuma bianca che altro non è che lo scarto del suo intestino.
Non è un insetto molto dannoso, ma se proprio non gradisci la sua presenza per motivi estetici puoi intervenire con un insetticida generico che trova cliccando su un link qualsiasi di Amazon su questo sito, il quale effettuerà una pulizia totale da tutti gli insetti.
Una lotta vera e propria la si intraprende solo se l’attacco è molto !

Felice di esserle stato d’aiuto, le auguro buona giornata!
Mario U. Mario U. da Pisa pubblicato il 1 Aprile 2018 alle 16:53:
Signor Michele buongiorno, vorrei togliere il mio ex prato e mattonerlarlo lasciando aiuole dove vi sono piante, mi darebbe qualche consiglio?
Grazie!
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Signor Mario la sua è senz’altro una buona idea per realizzare un patio, o per creare una zona dedicata agli ospiti, o un’area relax nel giardino.
Ovviamente dovrà scegliere la tipologia di materiale con cui realizzare la pavimentazione e scegliere fra i diversi stili.
Può ad esempio realizzare una zona rustica, con una pavimentazione in legno o un’area in stile moderno, classico o retrò.
Oltre a seguire i suoi gusti e le sue esigenze di spazio ponga attenzione ai costi e posa della copertura.
Ci sono i rivestimenti tradizionali realizzati con piccoli mattoni rossi;
Potrebbe partire da una pavimentazione semplice da realizzare con il fai da te livellando al meglio il terreno per poi posare una base di ghiaia sulla quale andranno installate lastre in cemento o calcestruzzo.
Potrà scegliere tra mattonelle di cemento, veri e propri mattoni o mattonelle di pietra o addirittura realizzare qualcosa semplicemente con ghiaia e lastre circolari. Può utilizzare i comodissimi stampi che si possono trovare nei garden center in svariati modelli e colori, stampi di mattoni o piastrelle in cemento che sono semplici e veloci da utilizzare.
Se ama il legno, ma cerca una soluzione più duratura e che richieda poca manutenzione può optare per una pavimentazione laminata in plastica, simile ad una copertura in vero legno, sono molto veloci da posare e il risultato sarà ottimo sia sul piano estetico che su quello pratico.
Oppure vi sono anche piastrelle in gomma riciclata, anche in questo caso molto semplici da installare, pratiche e perfette se abbiamo dei bambini piccoli in casa.
Grazie per averci contattato e buon proseguo lavori !!
Andrea R. Andrea R. da Lecce pubblicato il 30 Marzo 2018 alle 16:23:
Signor Michele...ho comprato un mandarino nano. Volevo chiederle se va potato o meno in questo periodo? Se no .....quando avrei dovuto farlo?
E che tipo di concime posso usare?
L’ho anche travasato da poco.
Grazie! 😌
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Signor Andrea, se col termine mandarino nano si riferisce al calamondino (Citrus mitis) le posso dire che non richiede generalmente potature se non per eliminare i rami secchi o malati, può seguire la forma naturale dell’alberello, che in relazione alla lentezza di crescita, rimane sempre piuttosto contenuta.
Il rinvaso ha fatto bene a farlo a fine inverno. Mi auguro che abbia utilizzato un terreno alcalino, fertile e ben drenato ed un contenitore in terracotta.
Va nutrito con un prodotto apposito per agrumi, oppure con dei lupini macinati, da distribuire in febbraio e settembre.

Grazie per averci contattato
Buona giornata e buon lavoro con il suo calamondino!
Angelo P. Angelo P. da Avellino pubblicato il 26 Marzo 2018 alle 20:09:
Gentilissimo, grazie mille!
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Angelo P.
Di nulla, si figuri ...
Grazie a lei per averci dato fiducia visitando il nostro sito!
Angelo P. Angelo P. da Avellino pubblicato il 25 Marzo 2018 alle 18:03:
Gentilmente, mi potrebbe dire quando si seminano le Zinnie?Grazie.
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Signor Angelo, se lo si fa in un ambiente protetto, la semina delle zinnie può avvenire verso la fine dell’inverno-inizio primavera, da febbraio ad aprile, e poi successivamente verso maggio è possibile mettere a dimora le piantine che sono cresciute direttamente all’esterno, in vaso o in giardino.
Invece per effettuare semine direttamente all’esterno, si consigliano i mesi di fine aprile-maggio.

Spero di essere stato abbastanza esauriente.
Cordiali saluti e buona semina !
Antonio C. Antonio C. da Bologna pubblicato il 17 Marzo 2018 alle 19:55:
Buona sera
ho cambiato casa e ho il balcone a nord potrebbe consigliarmi che piante mettere?
Grazie anticipate!
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Buona sera anche a lei Antonio, guardi, può scegliere fra varie di queste tipologie a seconda di cosa intende realizzare:

PIANTE FIORITE
. bulbose come i mughetti, le scille.
. Viole, Nuova Guinea e Impatiens del tipo “fiori di vetro”.
. Nasturzio nano
. Begonia
. Lobelia
. Fucsia
. Torenie
. Astilbe

CESPUGLI
. Hosta,
. l'Osmanthus fragrans e il Prunus laurocerasus, la Mahonia aquifolium e la Skimmia japonica
. Le Ortensie: sono un classico per l’esposizione a nord, iniziano a vegetare tardi e fioririscono dalla seconda metà dell’estate e restano decorative fino all’arrivo del gelo.
. Rododendri e Azalee:
. Il Viburnum
. Cotoneaster Lacteus
. Sambucus Nigra (Sambuco)
. Bambù nano (Varietà Sasa)
. Choisya, Arancio del Messico

RAMPICANTI
. I più indicati sono la Vinca major, l'Hydrangea petiolaris, l'Hedera helix e il Ficus repens,
. Alcune Clematidi, ma non tutte! Le più adatte sono le "Nelly Moser" e "The President".
. Jasminum nudiflorum, chiamato anche Gelsomino di San Giuseppe.
. Parthenocissus quinquefolia (Vite americana)
. Caprifoglio

PIANTE DA FOGLIAME
. Nepeta variegata
. Iresine
. Abutilon
. Tradescantia (conosciuta come Miseria)
. Bosso nano arbusto
Maria C. Maria C. da Avellino pubblicato il 15 Marzo 2018 alle 15:36:
Buon giorno!
Ho due ortensie in vaso di due anni che vorrei trapiantare in piena terra, posso farlo adesso o devo aspettare?
Grazie 😕
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Buon pomeriggio a lei Maria !
Le ortensie si possono trapiantate quando hanno perso tutte le foglie e iniziano la pausa vegetativa, vale a dire dal tardo autunno o a fine inverno, prima che i germogli inizino a crescere, perciò si regoli lei di conseguenza osservando la sua pianta, se ha già messo o meno i suoi germogli...
In maniera molto delicata, per non rompere le radici, si aiuti con un coltello senza punta (infilandolo tutto intorno al pane di terra) e piano piano cerchi di staccare la pianta dal vecchio vaso e poi la tiri fuori. Mentre la tira da sopra provi anche a dare una spinta dal basso, dal foro di drenaggio.
Ai piedi dell’ortensia può disporre uno strato di corteccia di pino (o altre aghifoglie). In questo modo non solo andrà ad acidificare il terreno ma lo manterrà umido più a lungo.
L’ortensia preferisce un terreno umido e ricco di humus, oppure in alternativa intorno alla buca può mettere un terriccio specifico per questa pianta, successivamente può aggiungere con le irrigazioni del fertilizzate per piante acidofile.

Le auguro buon lavoro con le sue ortensie e buona giornata!
Angela p. Angela p. da Bari pubblicato il 10 Marzo 2018 alle 22:58:
Salve !
Secondo lei le cycas possono essere potate a marzo?
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Gentile Angela
Per la potatura delle cycas non esiste un periodo specifico dato che si tratta di eliminare foglie vecchie che hanno ormai traslocato linfa negli appositi organi di riserva.
Può perciò controllare la pianta costantemente ed eliminare via via le foglie più vecchie che stanno più in basso se sono danneggiate o ingiallite dato che possono portare malattie.
Le tagli il più possibile vicino al tronco in modo da non lasciare antiestetici monconi che ospitino dannosi funghi o batteri.

Cordiali saluti e buon lavoro!
Anna B. Anna B. da Lecce pubblicato il 3 Marzo 2018 alle 21:56:
Salve
Ho letto anch’io il suo articolo sul alloro e la risposta data al signore poco prima.
So che ci sono diversi tipi di alloro e volevo chiedere come si può riconoscere quello piu' buono e piu ' aromatico?
Grazie.
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
In commercio esistono due principali varietà di alloro :
Laurus Nobilis Aurea e Laurus Nobilis Angustifolia.
Il Laurus Nobilis Aurea ha foglie color oro a forma appuntita.
Questa varietà, durante la coltivazione, va tenuta riparata da vento, gelate e sole diretto troppo forte perché rischierebbe di bruciare le foglie.
Il Laurus Nobilis Angustifolia ha foglie di conformazione più stretta rispetto al lauro ed è più resistente del precedente; I nostri avi dalla notte dei tempi usavano quest’ ultima, dato che era più reperibile...

Grazie per averci contattato.
Cordiali saluti !
Lorenzo F. Lorenzo F. da Bari pubblicato il 3 Marzo 2018 alle 20:39:
Bellissimo articolo quello sul alloro!
Ha consigli su come riuscire a riprodurre una pianta di alloro da un'altra?
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
La ringrazio, molto gentile! 😊
La moltiplicazione del Laurus avviene per seme o per moltiplicazione dei polloni, prelevandoli con parti di radici, che si formano alla base della pianta madre o per talea, tagliando gli apici.
Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.
Pia D.C. Pia D.C. da Foggia pubblicato il 28 Febbraio 2018 alle 10:05:
Buon giorno
Io ho una sterlizia che sono 7anni che mi fa solo foglie sempre + grandi ma di fiori nemmeno l’ombra!
Michele il giardiniere Risposta dell'amministratore di: Michele il giardiniere
Buon giorno a lei Pia, la ringrazio per averci scritto.
Se la sua pianta è in vaso provi a posizionarla altrove poiché la STRELITZIA ama la luce molto intensa, in mancanza di questa condizione non fiorisce !

C’è comunque da dire che la STRELITZIA fiorisce non prima di aver raggiunto i cinque anni di età, nei periodi compresi fra l’autunno e la primavera inoltrata, perciò se lei dice che ha sette anni, provi anche a concimare con un buon concime per piante fiorite che abbia anche i micro elementi